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RICORDATE KOOKABURRA III?

Quella che vi presentiamo è un’autentica ‘fuoriserie’ del mare che risponde al nome bizzarro di Kookaburra III (KA–15), uno stra-affascinante 12 Metri Stazza Internazionale tenuto come nuovo, intonso davvero, tanto che regata felicemente ancor oggi.
Fu armato con le insegne del Royal Perth Yacht Club, Australia, con i fondi di un armatore nemico acerrimo di Alan Bond, tycoon australiano della vela e del business – ed ora è in mani ad un armatore Italiano appassionato di naviglio d’antan.
Le linee d’acqua sono firmate dalla coppia Iain Murray and John Swarbrick (il canto del cigno di Swarbrick fu un racer per il Giro del Mondo, Tokyo, portato da Chris Dixon – quest’ultimo un inspiegabile desaparecido della vela mondiale nonostante un talento immenso, mitico avversario dei fratelli Chieffi sui 470 a livello di vari campionati mondiali, che seppur velocissimo perse l’occasione di vincere il Giro causa la perdita del palo quasi a fine regata).
Skipperata da Iain Murray stesso, Kookaburra III nel 1987 concorse alla Coppa America tenuta a Fremantle, Australia: posto ventoso tanto che il vento di lì lo chiamavano ‘dottor Fremantle’!
Kookaburra III, pur molto veloce, non riuscì a contrastare la riconquista della Coppa da parte di Dennis Conner.
Tecnicamente da notare il tipico vang circolare come le Star, qui però azionato da un martinetto idraulico; l’immenso boma che presuppone una randa altrettanto immensa (di nuovo in stile Star), tant’è vero che chi ci naviga dice che i 12 m stringono da pazzi. Un’altra chicca dei 12 metri era la bizzarra usanza di aver il boma montato in trozza libera su un cilindro idraulico: quando si voleva tesare la base (che era fissa in varea del boma) si estendeva il cilindro idraulico presso la trozza e si spingeva il boma verso poppa.
Il bel palo rigorosamente a 2 crocette con un pennaccino mostruoso per sorreggere l’ultima parte dell’albero e non da ultimo i coffee-grinders vincolati tra loro con una serie di maniglie a Z, tipica reminiscenza dell’epoca: insomma un bel guardare davvero! Beato chi, come Cicci Spaziani (lo si riconosce nelle foto) ci naviga memore dei suoi trascorsi sui 12 metri, Azzurra in primis!
(Ringraziamo GetALook per le foto!)
D.F.