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BATTCAR SWITCH

Premessa: con l’aumentare delle dimensioni di lunghezza fuori tutto delle barche l’esigenza di avere rande steccate con la penna non diciamo a portata di mano, ma almeno non sulla luna, s’è fatta sentire pressantemente l’esigenza di un sistema che potesse impedire l’impiego di marinai watussi a bordo!

Dall’esigenza esposta nelle righe precedenti, nacque il primo impiego del sistema ad Y rovesciato Mirabello!  Proprio di recente è capitato di sentire un Comandante convinto che il sistema in questione fosse esclusivo appannaggio di mostri buoni come il Mirabella: uno sloop da 70 e passa metri!
a questa è una fotografia passatista in quanto Harken ha provveduto a scalare verso il basso questo autentico uovo di Colombo, in modo da servire anche barche dai 50 a salire.
Altra immagine non perfettamente a fuoco è il fatto che si pensa il sistema basato su una leva, o comunque su un qualche meccanismo a scatto: niente di più fuori via!
Il bello dello Switch Car Battcar è che non c’ha nessun sistema di rilascio o di azionamento: tutto automatico e in pù fa da su.
Difatti ogni carrello ha dei perni fissi solo suo di un lato: se lo montate in una maniera andrà  a destra, se invece lo montate sottosopra, è andrà a sinistra. Ciò avviene in quanto tali pernetti sono guidati entro delle modanature, delle piste, insite nella rotaia e quindi quando si trovano nel punto di scambio, portano la ralinga o sulla parte destra della rotaia o su quella sinistra.
Si capirà  facilmente che non essendoci parti in movimento, sotto comando, la sicurezza e l’affidabilità è alta.
In più, il sistema non prevede sfere, quindi i carrelli scorrono con dei semplici pattini. Altro motivo di grande affidabilità , nonche di comodità nel cambio delle rande.
Se poi a questo sistema si aggiunge quello della borosa unica, a presa rapida di terzaroli, e beh, allora la vita grama del velista ha qualche speranza!
Forse ne dovremmo parlare anche di questo prima o poi¦
Il carrello che vedete messo per primo sulla rotaia è destinato a rimanere la, ed essere usato come carrello di aiuto in vicinanza della mura della randa, a onde non avere troppa ralinga non supportata tra la prima stecca e la mura stessa.
Un difetto tuttavia si ha da ammettere: il retrofit, ossia l’installazione su alberi non previsti per tale sistema è difficile in quanto a richiesta una larghezza d’albero sopra la trozza non indifferente giacchè il pezzo dove c’è la doppia rotaia necessita di una larga area d’appoggio.