Seguici su


Facebook  Twitter  Youtube  Google Plus  Instagram
Technical Sailing Collection

Sfoglia
gli articoli
imperdibili di Technical Sailing!


newsletter

Partner

  • Harken
  • Spinlock
  • McLube
  • Harken Sport

Attrezzare il Fun

Il Fun è un monotipo che ormai ha qualche anno alle spalle: disegnato dalla matite dello studio Joubert-Nivelt nel 1982 è stato prodotto inizialmente da Jeanneau per poi passare attraverso diverse generazioni, l’ultima della quale è ancora costruita da Lillia, anche se in pochissimi esemplari.

La monotipia è sempre stata strettissima tanto che un solo cantiere per volta è autorizzato alla produzione di queste imbarcazioni.

In Italia la classe è sempre molto vispa (www.classefun.it), soprattutto con le flotte del Lario, Garda e Trasimeno che spesso attraversano i confini per andare a fare incetta di premi anche all’estero.

Circuito genoa
Per le sue dimensioni contenute, il Fun non è munito di avvolgifiocco, quindi il generoso genoa è ingarrocciato direttamente sullo strallo.

Il circuito scotta del genoa è mostrato nella foto sopra: la scotta è collegata alla bugna attraverso un Carbo Ti-Lite da 40 mm (2651) montato su un carrello B157M, e un Hexaratchet invertibile 015 (oppure Carbo Ratchmatic 2633).

A seconda della scelta personale del tailer, i due estremi della scotta genoa possono essere annodati assieme per realizzare un circuito comodamente raggiungibile anche da sopravento. In alternativa sono appunto le due estremità  a formare le gasse sul punto di scotta.

Rinviata su entrambi i lati della tuga tramite un Carbo da 29 mm 340 c’è la take-in line anche assieme al carrello della serie Micro CB come il 2700 montato sulla rotaia curva e un altro 340 vanno a formare il circuito del fiocco autovirante (foto a destra).

Randa
Il circuito della scotta randa è molto semplice. Il paranco è un 3:1 costruito con due Carbo da 57 mm (2600) ed uno munito di arricavo (2601).
Lo torretta (144) è invece composta da Cam-Matic (150) un Carbo Ratchmatic 2625 (foto sotto). La tensione della base è regolata con un paranco interno al boma.

Spinnaker
Il circuito dello spinnaker è abbastanza classico: dal pozzetto verso la vela, le scotte scorrono in un Ratchamtic (o in un Carbo Ratchet 2614 come montato su Banda Bassotti ITA-XX e altri) e a poppa sono reindirizzate verso i barber con un Carbo Ti-Lite da 29 mm (340).

Il circuito dei barber è formato da un bozzellino Carbo da 29 mm (348) e un abbattibile da 16 mm (437). Da notare che anche questa manovra è un circuito chiuso tra il barber di sopravvento e quello di sottovento ed è rinviato dietro per poter essere gestito dal volantista rimanendo tranquillamente all’estrema poppa.

Piede d’albero
A piede d’albero troviamo tutti i rinvii delle drizze, carica alto e carica basso, il Cunningham e il vang (foto a destra).

Una manciata di bozzelli Carbo da 29 mm (340) e da 40 mm (2636) sono montati sulla mastra ed hanno funzione di rinvio delle drizze e del caricaalto e caricabasso, questi ultimi strozzati in due torrette con passascotte modello 240. Il Cunningham è costituito da due paranchi 2:1 in cascata. Il primo sfrutta la brancarella presente sulla vela, mentre il secondo non è altroche una cima che scorre in un Bozzello Micro da 22 mm (224) ed è rinviata ad entrambi i lati del pozzetto.

Il vang invece è un 8:1 formato da un 2:1 (Carbo da 29 mm 340) in cascata a un 4:1 che sfrutta altri Carbo da 29 mm: un doppio (342) e tre singoli (340) prima di essere rinviato anch’esso ai due lati della tuga.

Paterazzo
Fino a quando non si giunge in pozzetto, le barche della flotta del Lario che mi è capitato di vedere sono abbastanza simili. Il paterazzo è gestito mediante due paranchi 2:1 in cascata, il secondo dei quali è sdoppiato e rinviato ad entrambi i lati del pozzetto con una manciata di Carbo da 29 mm (340).

Le volanti invece hanno un circuito veloce parancato 2:1 e uno finea da 8:1 (foto a sinistra). Il circuito che sulle veloci è stato chiuso su se stesso usando la calza della scotta, che è stata appunto scalzata per migliorarne la scorrevolezza, è realizzato con un Carbo doppio da 40 mm (2642) montato appena sopra lo specchio di poppa, un 40 mm singolo (2636) direttamente sulla volante in metallo e ordinato in pozzetto con un bozzello orizzontale 2644, uno strozzatore Cam-Matic Standard con invito (150 e 424) e un passascotte (339). Il paranco 8:1 delle volantine (o lente, o fini, ognuno le chiama come vuole), è invece creato con due Carbo da 40 mm singoli (2636) e un doppio (2638).

Le soluzione scelte dagli armatori per quel che riguarda il rinvio delle manovre in pozzetto sono differenti a seconda di come intendono l’equipaggio e della suddivisione dei compiti. Su Funtarei ITA 58, riferimenti per questo articolo, le volanti veloci sono molto a poppa, in modo che in manovra il volantista è libero di muoversi essendo sicuro di non intralciare il timoniere, soprattutto quando stramba la randa. Il timoniere ha invece molto vicino le volanti fini e il paterazzo. Su White Funk ITA-618, i rinvii delle due volanti sono praticamente sotto le mani del timoniere, mentre il paterazzo è rinviati obliquamente verso prua al tailer.

Pietro Binda