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ALLA SCOPERTA DEL WINCH

FIGURA 1 – Il winch è una leva rotante con il fulcro e la forza applicata attraverso la maniglia. L’ingranaggio interno ne aumenta la potenza. In questo caso il rendimento ottenuto è 4:1.

I winch, un mix di velocità e potenza senza rivali, hanno un ruolo di primaria importanza sulle barche del giorno d’oggi, che spesso si caratterizzano per equipaggi ridotti e carichi elevati.
Il winch è una incredibile leva rotante il principio della quale è illustrato nella Figura 1.
La maniglia non è altro che il braccio di leva, l’asse del tamburo è il fulcro, mentre il carico viene applicato alla superficie esterna della campana.
Se si divide la distanza tra il fulcro e la superficie esterna per la lunghezza della maniglia, ne risulta, in un winch fermo, il vantaggio meccanico.

L’ingranaggio interno dei winch a due o tre velocità allunga o accorcia il braccio di leva in modo da poter cazzare velocemente quando il carico è basso, per poi cambiare “marcia” per ottenere una leva maggiore quando il carico aumenta.

Forza applicata in maniera ottimale

In caso di winch non motorizzato, va da se che l’energia per farlo girare viene fornita dalle braccia dei componenti dell’equipaggio.
Una delle raccomandazioni prevede di cazzare tenendo le mani lontane dal corpo in modo da dare massima potenza al movimento, lavorando alternativamente prima con un braccio, poi con l’altro.

In termini di sicurezza, è anche bene ricordare che le mani vanno tenute ben lontane anche dal winch, nel caso un carico improvviso facesse slittare i giri della scotta sulla campana.
Per dare alla maniglia la massima efficienza, il peso del corpo è consigliabile tenerlo sopra alla maniglia mantenendolo in questa posizione utilizzando, quando è possibile, entrambe le mani.
Manovrando un winch, il vostro braccio fa un movimento in estensione, con le mani sull’impugnatura nel recupero veloce; poi si passa al movimento più lento, tenendo sempre le braccia piegate, per regolare la scotta che ormai è in tensione.
All’inizio di una issata o di una cazzatta, è sempre consigliabile levare la maniglia, fare tre o quattro giri attorno sulla campana del winch ed iniziare a recuperare l’imbando a mano.
Terminato l’imbando, quindi quando la scotta inizia ad essere in tensione, la persona che sta alla maniglia la inserisce nell’apposito alloggiamento ed incomincia a girare mentre un altro membro dell’equipaggio recupera la coda. Ovviamente ciò può essere effettuato anche da una sola persona grazie alla presenza del self-tailing.

Dimensioni del winch

Dimensioni ArmamentoLe scotte e le cime in genere, su una imbarcazione a vela, possono essere regolate da soli bozzelli o da bozzelli in combinazione con un winch, in funzione di quanta potenza è necessario sviluppare a seconda dell’intensità del vento e della manovra collegata.
Per determinare le dimensioni corrette di un winch, bisogna prima di tutto considerare il lavoro “generato” dalle vele.

E quindi, di che taglia deve essere un winch per far fronte contemporaneamente alla spinta delle vele e la sua stessa resistenza?
La risposta deriva anche dalla valutazione di quanta fatica si è disposti a fare quando si è in barca!
Per la maggior parte delle persone, 15,9 kg rappresentano un carico che si riesce a sostenere piuttosto facilmente. La maggior parte delle barche di serie da crociera, semplificando il calcolo rapportato ad una taglia media di scafo, presenta un carico massimo di 20 kg e questo è il motivo per cui è mediamente faticoso cazzare un genoa!

Precisiamo che stiamo parlando di carichi che si incontrano solo navigando con vento teso.
Una grande dimensione della campana corrisponde una superficie maggiore disponibile e, di conseguenza, maggiore grip sulla scotta per ogni giro intorno alla campana stessa. Ne derivano anche un numero inferiore di giri da dare e togliere ed un controllo più preciso quando si lasca.

TabellaDimensioniWinch

 

Scegliere la potenza del winch che fa per noi

Per calcolare la potenza desiderata di un winch, è necessario conoscere l’area massima del triangolo di prua.
Per non complicarci la vita in formule e calcoli matematici, che potremmo eventualmente trattare in un intervento separato, ci pare più pratico pubblicare la tabella delle dimensioni di un winch studiata da Harken e sviluppata per utilizzo scotta randa, genoa e spinnaker.
Riportiamo anche il grafico del piano velico sul quale potete eventualmente riportare le misure del vostro per poi paragonarle a quelle contenute nella tabella: un facile strumento per una verifica immediata del corretto dimensionamento di un winch in base alle proprie necessità.

Le possibili alternative

Se il costo di un winch di maggiori dimensioni risulta troppo alto, o se avete una barca da regata dove qualsiasi peso extra viene tenuto in considerazione, esistono alcune soluzioni per cercare di incrementare le performance di un winch “sottodimensionato”, tenendo ben presente che queste non sono certo la soluzione ottimale!

Maniglia a doppia impugnatura

Forza bruta
La prima soluzione è quella di prendere un componente dell’equipaggio “muscoloso e fisicato” che abbia voglia di girare la maniglia: questa, anche se potrebbe sembrare una battuta, è l’opzione “tradizionale” sulle barche da regata.

Leva della maniglia
Un winch, come detto in apertura, è una sorta di leva con il leveraggio dato dagli ingranaggi interni che si somma a quello dato dall’uso della maniglia. Ad esempio, una maniglia da 305 mm (12 pollici) aumenta la potenza del 20% rispetto a una da 254 mm (10 pollici), che, magari, è quella che avete a bordo e utilizzate attualmente.
Questo vantaggio è però “condizionato” dalla lentezza e dalla scomodità di rotazione della maniglia, a causa di una maggiore circonferenza da percorrere. Nonostante ciò, in pochi notano la differenza e ne apprezzano l’agilità.
Da valutare, inoltre, la possibilità di usare una maniglia con doppia impugnatura, sia da 254 che da 305 mm (10 o 12 pollici), in modo da sfruttare al meglio la leva, applicando tutta la potenza derivata dal lavoro contemporaneo di entrambe le braccia.

Vantaggio combinato
Dalla combinazione di un winch sommato ad un bozzello a sua volta aggiunto ad un paranco, si ottiene un vantaggio meccanico.
Così una soluzione come quella in Figura 2 con un winch 40:1 consente di ottenere un paranco 160:1 che crea meno resistenza.
Per una prima regolazione rapida, in presenza di bassi carichi, si potrebbe in questo caso usare direttamente il bozzello ed il paranco, servendosi successivamente del winch per aumentare la potenza e per le regolazioni finali.

FIGURA 2 – Combinate un winch con un bozzello e un paranco per ottenere un vantaggio meccanico.

Un’altra soluzione usata da tempo è aggiungere un bozzello in testa alla vela, per un ottenere una demoltiplica di 2:1, da combinare con il winch della drizza.
Oggi, le drizze demoltiplicate 2:1 sono molto diffuse soprattutto sulle barche con la randa completamente steccate. La potenza extra ottenuta si traduce, prima di mettere la drizza sul winch, in un’issata molto più veloce.

Ingrassaggio e manutenzione
Se fate parte di quella minoranza di velisti che smonta, pulisce ed ingrassa i winch correttamente e regolarmente (almeno una volta all’anno), la resistenza sarà ridotta al massimo.

Sia che i vostri winch siano elettrici o manuali, suggeriamo di salvaguardare questa importantissima parte dell’attrezzatura di coperta della vostra barca con regolari controlli ed un’attenta manutenzione. E’ infatti realmente incredibile come molti velisti utilizzino un winch fino a che questo non si blocca, trattandolo solo come una roba utile, invece che come uno strumento “di razza”.